Nel coaching la domanda utile crea consapevolezza,
la risposta utile porta ad un cambiamento.

M. Cristina Giorgi (Corporate coach)


Un buon coach è utile al coachee se lo pone nelle condizioni di esprimere il meglio di sé,
affinché egli stesso scopra le risorse per determinare la propria vita nella direzione in cui lui stesso desidera andare.
M. Cristina Giorgi (Corporate coach)

Image title

Il coaching è rappresentato dal trenino per riprendere la metafora del coach (carrozza) che porta le persone verso una meta che esse stesse decidono. Il coaching è il mezzo. Il coachee decide dove vuole arrivare.

Tutti i coach Dharma seguono un approccio ICF che è un'organizzazione professionale non profit con lo scopo di sviluppare, sostenere l'integrità della professione nel mondo e di accrescere la fiducia delle persone verso questa professione.

Il coach certificato ICF agisce secondo le 11 competenze e rispetta il codice etico.


Per approfondimenti


Definizione di coaching

Il coaching può essere definito come una partnership tra coach e coachee in cui quest'ultimo viene stimolato dal coach ad ampliare la propria consapevolezza ed esplorare il proprio potenziale per intraprendere azioni e una scelta che lo portino al cambiamento da lui stesso desiderato.

Questa partnership ha l’obiettivo di agevolare nuovi apprendimenti e strategie di azione che permettano al cliente di migliorare la qualità della propria performance e della propria vita.

Si tratta di una metodologia ottimale perché è strettamente legata ai problemi concreti e contribuisce a trovare soluzioni operative ponendo le esigenze del coachee al centro dell’intervento.


Gli strumenti del coach

Tra le principali competenze del coach c'è: l'ascolto inteso come la capacità di saper cogliere sia quello che viene detto dal coachee e quello che non viene detto. La presenza come la capacità di creare una relazione spontanea con il cliente, impiegando uno stile aperto, flessibile e fiducioso all'interno del quale il coachee possa esprimersi liberamente. La fiducia verso se tesso, verso il processo del coaching e verso il coachee di arrivare dove per lui è importante essere. Le domande potenti, quelle domande che sfidano le convinzioni limitanti e che spingono il cliente verso il compimento delle proprie aspirazioni.

Il coach ha la responsabilità di:

1. Scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere;
2. Guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi;
3. Fare in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;
4. Lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente.


Il coaching include un approccio elogiativo che si fonda sul riconoscimento di ciò che è giusto, di ciò che funziona, di ciò che è desiderato, di ciò che è necessario per arrivare all'obiettivo.

L'approccio elogiativo prevede domande basate sulla scoperta, una modalità proattiva (in opposizione a quella reattiva) nella gestione delle sfide e delle opportunità personali, una formulazione costruttiva di osservazioni e feedback finalizzati ad ottenere reazioni positive dagli altri.

Per approfondimenti vedi


L'obiettivo del coaching

E' liberare il potenziale del coachee allargando la propria consapevolezza attraverso la chiarificazione dei propri obiettivi e l'esplorazione delle proprie risorse.

Il coach aiuta il coachee a scovare il proprio inner game (T. Gallway), che è quello che avviene nella nostra mente ogni volta ci attiviamo per compiere un'azione finalizzata ad un obiettivo. I risultati che possiamo ottenere possono essere limitati da interferenze che non ci consentono di utilizzare le nostre migliori risorse. Essere in grado di gestire questo "gioco interiore" vuole dire fare la differenza tra una performance ordinaria ed una performance eccellente.


Il coaching e altre forme di consulenza

Rispetto al Mentoring che è una relazione asimmetrica in cui una persona più esperta riguardo ad un dato argomento da suggerimenti ad una meno esperta su come affrontare determinate questioni, nel coaching il coach non da suggerimenti ma consente l'esplorazione delle risorse stesse del coachee per giungere alla migliore soluzione praticabile da parte del cliente stesso.

Rispetto al training in cui una persona può imparare nuove teorie e modelli di riferimento per affrontare specifiche tematiche e situazioni problematiche, nel coaching il coach non offre risposte, è il cliente stesso che definisce l'obiettivo del proprio percorso di coaching e scopre le proprie strategie d'azione.

Rispetto al colloquio psicologico che tratta disturbi emotivi ed affettivi ed ha come obiettivo alleviare il disagio psicologico attraverso un'azione introspettiva delle cause, il coaching non si concentra direttamente sull'alleviare il dolore psicologico ma si focalizza sul futuro e sulle azioni da intraprendere per raggiungere i risultati.


I contenuti nel coaching

I contenuti nel coaching sono portati dal coachee mentre il coach è responsabile del processo del coaching. I contenuti sono quindi infiniti, possono riguardare:


  • -Lo sviluppo e il consolidamento del business,
  • -Gli aspetti interpersonali,
  • -La gestione di relazioni difficili, 
  • -Come affrontare situazioni di cambiamento ed d'incertezza,
  • -La presa di decisioni difficili,
  • -Gestione delle persone,
  • -Sviluppo delle risorse,
  • -Comunicazione assertiva,
  • -Gestione del tempo e delle priorità,
  • -Sviluppo di competenze per un nuovo ruolo, 


Il codice etico e le 11 competenze ICF

Tutti i coach Dharma sono associati ICF e fondano la pratica di coaching sulle 11 competenze ICF. Tutti i contenuti trattati tratta nelle sessioni di coaching sono protetti dal principio di riservatezza secondo il codice etico di alla quale Dharma fa riferimento.


Per approfondimenti


I tempi del coaching

Il tempi del coaching vengono definiti insieme tra coachee e coach in fase di contratto durante la prima sessione.

Durata di ogni sessione: Una sessione di coaching ha una durata che può variare da 30 minuti fino a 2 ore.

Frequenza: La frequenza delle sessioni può variare in base alle esigenze del coachee da sessioni settimanali fino a 2 volte al mese circa, tranne che per casi specifici.

Numero delle sessioni per ogni percorso: un percorso di coaching può comporsi da un minimo di 4 sessioni fino a 10 sessioni, sempre in considerazione degli obiettivi che il coachee si prefigge di raggiungere attraverso il coaching.


Le modalità del coaching

Il coaching può essere svolto:

Face to face,
Per telefono,
Video chiamata,
Per e-mail.


Il coaching individuale

In un coaching individuale il rapporto tra coachee e coach è privato e si lavora sul miglioramento delle competenze gestionali e manageriali.

I principali benefici per l'individuo sono:


Aumenta il livello di performance,
Incoraggia a credere in se stessi ed a sfidarsi,
Spinge ad essere più proattivi,
Stimola ad agire,
Agevola l'autosviluppo: autonomia e responsabilità,
Aumenta la soddisfazione personale.


Il team coaching

In un team coaching il lavoro è svolto con i team seguendo un processo integrato che prevede l'attivazione del gruppo verso un progetto specifico e concreto. E' particolarmente indicato quando il team è chiamato a prendere delle decisioni ed assumersi delle responsabilità nell'ambito di progetti inter-funzionali.

I principali benefici per il team sono:


Riconosce le differenze individuali e i punti di forza,
Le persone si arricchiscono delle proprie diversità,
Aumenta il livello di comprensione e tolleranza,
Migliora il clima e lo scambio d'informazioni,
Definisce e chiarisce le aree conflittuali,
Aumenta la capacità di confronto tra le persone,
Migliora la capacità di prendere decisioni,
Crea maggiore coesione e senso di appartenenza.